Rumble Quintet

Rumble Quintet è frutto di un’inedita e ardita simbiosi che ha reso contigui, come raramente accade, ambienti musicali storicamente distanti. Si è data così origine alla collaborazione di cinque musicisti di diversa estrazione, che, presi singolarmente, costituiscono realtà già conosciute e affermate nel proprio ambito – classico, contemporaneo e jazz – sia in Italia sia all’estero. Il vivo apprezzamento suscitato sin dagli esordi di Rumble Quintet (nelle applauditissime performance al Festival Pontino di Latina, al Teatro Rossini di Pesaro, a Verona Jazz, all’Istituzione Universitaria Concerti di Roma, per citarne alcune) sta nell’aver colto un affascinante obiettivo artistico, condiviso da tutti i componenti, che ha nelle peculiarità della musica proposta e nella ricerca timbrica ed espressiva i suoi punti di forza. L’uscita di Lenny 4 Five, prima pubblicazione discografica del gruppo, nella sua primigenia composizione, ha visto protagonisti Silvia Alunni e Stefano Bollani ai pianoforti, Antonio Caggiano e Gianluca Ruggeri alle percussioni, Roberto Gatto alla batteria. A Nicola Andrioli, nuovo membro di Rumble Quintet, spetta l’impegnativo compito di subentrare a Bollani. Andrioli è tra i più giovani protagonisti dell’attuale scena musicale jazz: pianista d’origine pugliese ha fatto di Parigi l’ambita ma assai esigente piazza della sua professione. Alunni e Andrioli hanno condotto un analogo percorso formativo: brillantemente diplomati in due dei migliori conservatori italiani, hanno poi perseguito un alto perfezionamento accademico presso le più accreditate istituzioni musicali europee, d’area austriaca per il repertorio prevalentemente classico di Silvia Alunni e d’ambito francese per l’universo jazz di Nicola Andrioli. Caggiano e Ruggeri provengono da Ars Ludi, ensemble di percussioni dedito alla musica contemporanea di, fra gli altri, Ambrosini, Bartok, Berio, Cage, Glass, Reich, Scelsi, Varese, Wolff. Per Gatto, il cui curriculum artistico vanta ormai un’infinità di collaborazioni, progetti e riconoscimenti, basti dire che è oggi universalmente considerato uno dei migliori batteristi europei.
Rumble Quintet, nella sua formazione a geometria variabile, segue un itinerario che si snoda fra musical e jazz, tra repertorio e improvvisazione. Tale percorso musicale affronta brillanti riletture di alcune pagine dell’opera di Leonard Bernstein. I temi delle song e dei musical del compositore statunitense forniscono il materiale melodico e ritmico a cui Rumble Quintet attinge, riprendendo fedelmente o liberamente improvvisando, per imbastire entusiasmanti evoluzioni sonore. Il programma proposto ripercorre le tracce del disco Lenny 4 Five. Il concerto si apre con il musical Candide, di cui sono interpretate l’Overture, It Must Be Me e The Paris Waltz, questi ultimi due pezzi nell’elaborazione di Paolo Silvestri. Some Other Time, la cui rilettura è affidata a Nicola Andrioli e Roberto Gatto, è una delle song in cui Bernstein infonde la sua più intima musicalità. Altra atmosfera si respira in Lonely Town, dove la vena melodica di Bernstein è supportata da un ritmo deciso e incalzante.
Nella seconda parte il programma prevede le famosissime Symphonic Dances da West Side Story: fra le nove sezioni che le compongono è contenuta ‘l’origine’ di Rumble Quintet; dopo Prologue, Somewhere, Scherzo, Mambo, Cha-Cha, Meeting Scene, Cool, e giusto prima del Finale, c’è Rumble – il pezzo che dà il nome alla formazione. L’interpretazione di Rumble Quintet è ricca e coinvolgente: l’originale dimensione sinfonica e orchestrale delle Symphonic Dances non è affatto tradita, sebbene siano solo cinque i musicisti protagonisti dell’esecuzione; tali e tante sono le sfumature e i dettagli timbrici e dinamici messi in luce dai pianoforti, dalle percussioni e dalla batteria che l’organico impiegato appare ben più consistente. L’anima jazz del gruppo trova spazio per esprimersi in tutta la sua genialità: le pagine di Bernstein sono riccamente inframmezzate da interventi ‘open’, improvvisati. Il risultato è un’elaborata architettura musicale che svetta dalle solide fondamenta dei temi originali di Bernstein. Il merito dell’equilibrato arrangiamento di Tonight si deve a Leandro Piccioni, autore della trascrizione dell’originale sinfonico per l’organico di Rumble Quintet.
www.rumblequintet.it

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